La virata spiegata semplice
Il cambio di mura che fa paura a tutti i principianti — e che dopo tre volte diventa un ballo. Con diagramma e comandi.
Di Antonio · · 1 min di lettura
La virata è la manovra con cui la barca cambia le mura passando con la prua attraverso il vento. Serve per risalire il vento a zig-zag, ed è la prima manovra che imparerai a bordo.
I tre tempi
- Preparazione — Il timoniere avvisa: «Pronti a virare?». La crew libera la scotta del fiocco sottovento dal winch e tiene pronta quella opposta. Risposta: «Pronti!».
- Prua al vento — «Viro!»: il timone va deciso sottovento, la prua attraversa il vento. Per qualche secondo le vele fileggiano e la barca rallenta: è normale.
- Nuove mure — La randa passa da sola (con dolcezza, in virata). La crew molla la vecchia scotta del fiocco, cazza la nuova, il timoniere ferma la rotazione sulla nuova bolina. Fatto.
Gli errori dei primi giorni
- Virare senza velocità. La virata consuma abbrivio: se entri lento, resti in ferro — piantato prua al vento. Prima di virare, poggia leggermente e prendi velocità.
- Mollare il fiocco troppo presto. Il fiocco che porta ancora qualche secondo aiuta la prua a passare.
- Cazzare la nuova scotta in ritardo. Il fiocco sbatte e si attorciglia: dai due giri di winch prima di virare.
Testa bassa!
In virata il boma attraversa il pozzetto. In una virata ben condotta passa lento, ma l'abitudine giusta si prende dal primo giorno: quando senti «Viro!», abbassa la testa.
A bordo di un'uscita Salpo, chiedi al tuo armatore di farti provare: la teoria sono cinque minuti, il resto è pratica. E la pratica, sul mare di Sicilia, è il bello.